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martedì 5 agosto 2014

Carnevale gustoso, dall'antipasto all'amaro con "Allegria e piaceri d'Abruzzo", Albamici presenta la 5° collezione di costumi

ALBA ADRIATICA | Un tema appetitoso quello scelto dal gruppo Albamici per la 17° edizione del Carnevale estivo di Alba Adriatica che si terrà l’8 agosto. Gli organizzatori per la quinta collezione di costumi ha voluto rappresentare alcune pietanze, le più importanti, della Regione Abruzzo. «Abbiamo pensato di rappresentare alcune pietanze, quelle più importanti della nostra terra, per far assaporare la cultura enogastronomica abruzzese e perché no, per far venire anche l’acquolina in bocca ai nostri turisti» ha commentato il presidente del gruppo Albamici Tonino Ferri.

«Quante “storie” può raccontarci un sapore, un profumo, un piatto? Quante esperienze può ricordarci un aroma, una spezia, un calice di buon vino? E quei foglietti di carta ingialliti dal tempo e un pò sgualciti perché passati nelle mani delle donne di famiglia, chiusi in un cassetto e custoditi gelosamente, dove ritroviamo le dosi e gli ingredienti giusti per quella ricetta che tanto amiamo. Il grembiule infarinato, la tovaglia per le occasioni speciali… E poi la famiglia riunita a tavola, la nonna e la mamma che la mattina preparano la massa per la chitarra, il pranzo della domenica, di Pasqua o di Natale. Il mercato gremito di gente che sceglie la frutta e la verdura più fresca ed il pesce appena pescato. Vogliamo parlarvi dei piatti preparati in famiglia e nelle trattorie, dei prodotti genuini che ci regala la nostra terra e che non possono mai mancare nella borsa della spesa. La collezione dei costumi dell’associazione Albamici rappresenta un viaggio attraverso i sapori della terra d’Abruzzo e s’ispira all’Expo Milano 2015 che ha voluto mettere in scena un tema dedicato interamente all’enogastronomia e alla cultura dei paesi» recita la presentazione della quinta collezione di costumi realizzata dal costumista Vincenzo Vitale di Acireale con la costante collaborazione del gruppo Albamici.

LE MASCHERE | Chitarra con le pallottine. Piatto della tradizione teramana. La chitarra (in dialetto maccarunàre) è un attrezzo tradizionale abruzzese che si usa per fare gli spaghetti alla chitarra. È costituito da fili di acciaio tesi, accostati parallelamente su un intelaiatura di legno. Pressando con il mattarello la sfoglia di pasta sui fili della chitarra, si ottengono gli spaghetti. Particolarmente graditi con le pallottine che sono delle polpette di piccole dimensioni preparate rigorosamente a mano e servite con abbondando sugo. L’attrezzo utile per tagliare i maccheroni è stato realizzato per la prima volta dai “setacciari” di San Martino sulla Marrucina in provincia di Chieti intorno al 1860. Spesso lo si trovava come oggetto che faceva parte del corredo della sposa. Panarda. Il rito affonda le sue radici tra il 1500 e il 1600 nella zona del pescarese. Per le genti d’Abruzzo ricopriva grande importanza l’ospitalità a tavola, infatti, era buona usanza, organizzare un abbondante banchetto per ristorare i poveri. Si preparavano una decina di pietanze in onore degli ospiti che non dovevano essere mai meno di venti. Non potevano mai mancare brodi, zuppe, agnello, formaggi, salumi, pesci e tanto altro. Con il passare dei tempi, la Panarda diventò utile per consolidare amicizie e alleanze. Anche Gabriele D’Annunzio partecipò all’antico rito dal notaio Quirino Federico Ercole a Luco dei Marsi. Timballo. Piatto immancabile a Natale e Capodanno. Si prepara con le “scrippelle” ovvero frittatine sottili di acqua, farina e uova, simili alle “crepes” francesi che, poste a strati, ospitano spinaci, uova, dadini di formaggio, mozzarella e pallottine. È la classica ricetta tramandata da madre in figlia. Cerasuolo. Vino ottenuto da uve di Montepulciano. Il colore è rosso e detto “cirasce” che in dialetto abruzzese significa ciliegia.  Nel sapore ritroviamo i frutti rossi quali prugne, pesche ed ovviamente ciliegie. Il vino appartiene alla categoria DOC e DOCG. Parrozzo. Dolce preparato nel 1920 da Luigi D’Amico titolare di un laboratorio di pasticceria a Pescara che ebbe l’idea di fare un dolce dalle sembianze di un pane rustico, detto anche pane rozzo, da cui è derivato il nome.  La prima persona che assaggiò il Parrozzo fu Gabriele D’Annunzio che, estasiato, scrisse un componimento: «È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…». Confetti. Nel 1400 a Sulmona si sviluppa un’accurata lavorazione nel monastero di Santa Chiara, con dei fili di seta i confetti venivano legati fra loro per decorare fiori, spighe, grappoli e rosari. La confetteria di Sulmona è considerata la più antica d’Italia. Mazzarelle. Piatto che non può mancare nel pranzo pasquale dedicato all’agnello. La coratella viene avvolta in foglie di indivia legate con budelline dello stesso agnello. Le mazzarelle possono essere servite sia in umido, lasciate cuocere nel sughetto che al forno. Virtù. Ricetta da degustare esclusivamente il primo maggio che rispetta con rigore le scadenze del calendario e i ritmi di stagione. I contadini di un tempo, al termine dell’inverno vuotavano le dispense di ciò che era stato conservato nella stagione invernale. Così univano i legumi secchi agli ingredienti freschi della nuova stagione. Il sapore deve nascere da una perfetta miscela e non deve emergere nessun elemento in particolare. La preparazione è molto lunga e complessa. Brodetto alla Vastese. Piatto della zona di Vasto. Nasce, così come oggi lo conosciamo, con l’arrivo del pomodoro, importato dai conquistadores spagnoli. Il pesce viene cucinato intero e non a pezzi, tranne alcune tipologie che devono essere tranciate, in un coccio. La tradizione vuole che non si giri mai il pesce all’interno del coccio che va “trizzicato” ovvero scosso delicatamente. Proprio la pentola di terracotta ricopre un ruolo fondamentale nella preparazione del brodetto. Arrosticini. Squisiti spiedini di carne ovina tagliata a tocchetti. Gli arrosticini sono chiamati comunemente in Abruzzo “rustell”. Sono accompagnati da fette di pane casereccio unto con olio extravergine d’oliva. «L’area di diffusione originaria è nella zona pedemontana sul versante orientale del Gran Sasso, principalmente in provincia di Pescara. I nostri spiedini sono giunti intorno agli anni Cinquanta, importati da ambulanti e immigrati stagionali provenienti da Villa Celiera, il paese che sembra proprio configurarsi come la piccola “patria” degli arrosticini» ha scritto il professor Francesco Avolio docente di Linguistica Italiana all'Università degli studi dell'Aquila nel suo documento "Il mistero degli Arrosticini". Tartufo. Nel territorio dell’Aquila c’è una produzione spontanea del tartufo. Numerose sono le specie che nascono, ma in particolare è commercializzato il tartufo nero. È uno dei prodotti d’eccellenza nazionale chiamato anche “oro nero” in quanto trattasi di un prodotto pregiato e di alta qualità. Pecorino di Farindola. Formaggio prodotto con il latte di pecora e caglio di suino, sul versante orientale del massiccio del Gran Sasso in quantità molto limitate ed è probabilmente l’unico che ancora segue un metodo che risale ai tempi dell’antica Roma. La tradizione vuole che solo mani femminili possono cimentarsi nella produzione; il processo è molto lungo e la stagionatura va da tre a dodici mesi. Zafferano. Prodotto nell’altopiano di Navelli, in provincia dell’Aquila. Fu introdotto dalla Spagna nel XIII secolo grazie ad un frate domenicano della famiglia Santucci. Il frate era un grande appassionato di agricoltura e colpito dalla pianta di zafferano, decise di coltivarla nelle terre di Navelli. I nobili locali iniziarono a commercializzare lo zafferano nei mercati milanesi e veneziani. Il Re Roberto D’Angiò nel 1317 abolì le tasse sullo zafferano per favorirne il commercio all’estero verso Francoforte, Marsiglia, Vienna, Norimberga ed Augusta. Una volta affermatosi, reintrodusse la tassazione per costruire un ospedale e la basilica dedicata a San Bernardino da Siena. Genziana. Ottima per chiudere un pasto abbondante. Infatti è un eccellente e naturale digestivo. Nasce sulle pendici del Gran Sasso, dal sapore amaro e ricavato dalle radici della pianta. Spesso viene prodotto direttamente in casa. Scrippelle Mbusse. Tipico piatto teramano, costituito da sottilissime frittatine inzuppate in uno prelibato brodo di carne. Si preparano versando su una padella calda, una pastella di farina, acqua e uova. Il piatto è servito con un abbondante spolverata di parmigiano.

La sfilata partirà alle 20 nella zona sud del lungomare Marconi e giungerà nella parte nord a mezzanotte circa. Saranno presenti i carri allegorici di Sant’Egidio alla Vibrata e Notaresco. Non mancheranno neanche i gruppi esterni come Crema, Misterbianco, Anzio, Bologna e il gruppo Asl di Termoli del centro diurno di salute mentale. Tutti i cittadini che desiderano entrare nel serpentone mascherato, potranno iscriversi all’ufficio Iat alla Rotonda Nilo. I gruppi in sfilata parteciperanno al concorso la “Maschera d’oro”. I primi tre in classifica, vinceranno un importante trofeo. Le opere in oro, argento e bronzo, sono realizzate dal maestro orafo Luigi Valentini del “Valentini Gioielli” di Giulianova. Ospite della serata Francesca Fichera showgirl televisiva che affianca Carlo Conti nel quiz L'Eredità su Rai Uno. Infine, si terrà la presentazione del 17° carnevale di Alba Adriatica, il 7 agosto alle 21 all’hotel Excelsior. La conduzione della serata è stata affidata alla straordinaria Alessandra Borgia giornalista Mediaset.

domenica 15 giugno 2014

Il Carnevale di Alba Adriatica sul programma tv Ricette all’Italiana di Rete Quattro

I costumi del Carnevale di Alba Adriatica in onda sul programma televisivo “Ricette all’Italiana” di Rete quattro condotto da Davide Mengacci. La registrazione si è svolta lo scorso venerdì mattina sul lungomare Marconi nei dintorni dello stabilimento balneare “Barbanera”. Le telecamere di Mediaset si sono focalizzate su quattro costumi realizzati dall’associazione Albamici, organizzatrice dell’Alba Carnaval, della collezione “L’olimpo d’Abruzzo” del 2013. Le maschere presentate sono state dedicate ai dei romani che in passato erano venerati nella nostra Regione. Infatti andranno in onda Saturno divinità della coltivazione della vite e dell’agricoltura, Medusa una creatura che trasformava gli uomini in pietra con lo sguardo, Marte dio della guerra, della potenza e dei duelli, del tuono e della natura e Minerva divinità della saggezza, della guerra, protettrice degli artigiani. Davide Mengacci ha intervistato la preziosa collaboratrice e conduttrice del carnevale Fancy Menei che ha illustrato prontamente tutte le caratteristiche dell’evento ed ha ricordato che il prossimo 8 agosto si terrà la 17° edizione dell’Alba Carnaval.

La trasmissione con le particolarità riguardanti la città di Alba Adriatica andrà in onda per quattro giorni a partire dal 23 giugno su Rete Quattro alle 10 e 50. L’iniziativa è stata realizzata grazie all’amministrazione comunale in sinergia con le associazioni Albamici, Costa dei Parchi, Albatour e Oba. Nelle puntate in programma ci saranno spazi dedicati alle tradizioni, agli aspetti culinari, alle specialità del mare, all’offerta turistica, alle bellezze paesaggistiche e alla qualità della città.

martedì 18 febbraio 2014

Gli dei dell'Olimpo del Carnevale di Alba Adriatica in scena a Crema, Porto San Giorgio e Ancona

ALBA ADRIATICA | L’Alba Carnaval in trasferta a Crema, Porto San Giorgio e Ancona. Il carnevale di Alba Adriatica con il gruppo “L’Olimpo d’Abruzzo” dell’associazione Albamici torna in scena con i suoi abiti scintillanti nei carnevali della Lombardia e delle Marche. Tre appuntamenti importanti che vedranno protagonisti le divinità mitologiche romane in chiave scenografica. Il gruppo di Alba Adriatica torna a sfilare in occasione del carnevale 2014 in Lombardia al Gran Carnevale Cremasco e nelle Marche per le città di Porto San Giorgio e Ancona. L’associazione Albamici guidata dal presidente Tonino Ferri torna a sfilare per regalare gioia e sorrisi a piccoli e grandi, dopo il consueto evento “Alba Carnaval” che si è svolto lo scorso 8 agosto sul lungomare albense.

Le 20 maschere della 4° collezione, firmate da Riccardo Cappello maestro costumista di Catania e Vincenzo Vitale costumista e stilista di Acireale e realizzate dallo staff dell’associazione, saranno presenti al Gran Carnevale Cremasco domenica 2 marzo, a Porto San Giorgio per la prima edizione del carnevale martedì 4 marzo e infine ultima tappa ad Ancona nell’evento “El Carnevalò” domenica 9 marzo. «Abbiamo preparato un tema dal carattere storico e mitologico per raccontare in una chiave diversa e nell’ottica della promozione turistica la nostra terra» ha dichiarato il presidente Tonino Ferri «si tratta di un tema coinvolgente che esalta la leggenda nei toni fantastici della festa carnascialesca»

L’OLIMPO D’ABRUZZO | L’associazione Albamici ha scelto di ricreare in chiave artistica le principali divinità romane: Giunone dea del matrimonio e del parto. Nel territorio di Lanciano il Rosone della Chiesa di Santa Lucia ha origini ricostruttive dalle rovine di un tempio sacro dedicato alla dea Giunone. Venere la dea dell’amore e della bellezza. A Pescina nella piana del Fucino sulla strada che apre le porte al parco nazionale d’Abruzzo, c’è una frazione di territorio chiamata Venere dove nel 150 a.C. fu eretto un tempio rivolto alla dea, in nome della pace tra Romani e Marsi. Minerva divinità della saggezza, della guerra, protettrice degli artigiani. Sempre a Lanciano si custodiste un busto di notevole pregio raffigurante Minerva. Diana, signora delle selve, protettrice degli animali, custode di fonti e torrenti. A Loreto Aprutino si trova la Chiesa di Santa Maria in Piano. Diverse sono le tesi circa la sua fondazione originaria, secondo alcuni studiosi la chiesa sarebbe sorta sui resti di un tempio dedicato alla dea Diana. Proserpina, regina degli Inferi, moglie di Ade. In questo caso c’è un riferimento ai borghi della Marsica dove sono ancora vive leggende antiche. Si narra che alla dea Marsa era dedicato il santuario della città di Anxa- Angitia, da qui deriva il nome di “Signora dei morti” da collegarsi alla divinità Proserpina. Da questa credenza deriva il famoso “Rito dei Serpari” e la conseguente venerazione di San Domenico. Marte dio della guerra, della potenza e dei duelli, del tuono e della natura. Era considerato come capostipite dei Marsi dell’attuale Abruzzo. Infatti, era una delle principali divinità adorate in gran parte della Regione. 

Medusa, una creatura che trasformava gli uomini in pietra con lo sguardo. Nella nostra terra, il popolo dei Marsi e dei Peligni veneravano la dea Angizia, sorella di Medusa con l’animale sacro: il serpente. Anche in questo caso la “festa dei serpari” di Cocullo è riconducibile alle divinità. Cerere dea della fertilità, della terra e della nascita, dei frutti e del raccolto. A Sulmona si svolge “Cerealia” un festival dedicato a tutti i cereali, come avveniva nell’antica Roma negli antichi riti delle Vestali e nei Ludi di Cerere, in onore della Dea Cerere. Eolo il veloce re dei venti. Nella cultura contadina abruzzese era chiamato Ulevio. A Nocciano in provincia di Pescara un azienda agricola ha dedicato un vino di notevole complessità al dio del vento. Tra gli altri dei raffigurati nei costumi ci sono: Mercurio messaggero degli dei, dio dell’eloquenza e del commercio, Cupido l’arciere dispettoso, una figura dell’erotismo e della bellezza, Saturno divinità della coltivazione della vite e dell’agricoltura, Vulcano dio del fuoco terrestre, Olimpo il monte abitato degli dei e infine le Ancelle.

mercoledì 25 settembre 2013

Video del Carnevale di Alba Adriatica 2013

“Il video ufficiale del Carnevale di Alba Adriatica 2013”

Sul web il video ufficiale del Carnevale di Alba Adriatica edizione 2013. Lo scorso 8 agosto si è svolta la sedicesima edizione del carnevale estivo d’Abruzzo sul lungomare Marconi di Alba Adriatica. Per l’occasione, l’associazione Albamici, organizzatrice dell’evento, ha pubblicato nei giorni scorsi il video ufficiale. Le riprese mettono in risalto le creazioni della nuova collezione “L’Olimpo d’Abruzzo”. 




I COSTUMI DELL’ASSOCIAZIONE ALBAMICI. Nell’ottica della promozione turistica, l’associazione Albamici ha scelto anche per quest’anno un tema che racconta la terra d’Abruzzo in chiave storica e mitologica. Il gruppo è formato da venti maschere e il trucco è stato curato dal centro estetico Artestetika di Sant’Omero. Con grande passione e dedizione un gruppo di volontari si è impegnato dal mese di aprile per presentare le maschere dell’associazione Albamici. I costumisti Riccardo Cappello di Catania e Vincenzo Vitale di Acireale hanno diretto i lavori di realizzazione. Il gruppo di lavoro è composto da: Marisa Fucci, Evelina Diomedi, Donatella Maggitti, Luca Torrieri, Francesco Di Ubaldo, Giuliano Vallese, Loredana Straccialini, Mariano Savini, Giuseppe Savini, Anna Kos, Patrizia Di Gaetano, Samuela Armandi, Elvea Cucchiara, Andrea Compagnoni e Antonella Ruffini, le sculture sono state realizzate da Joanna Serenda e le pitture da Antonini Marianna.