TERAMO | Trovato il
trasgressore del “porta a porta”, multa fino a 3 mila euro. I vigili urbani,
dopo un appostamento, hanno scovato il cittadino che conferiva rifiuti al di fuori
delle modalità impartite. A seguito di un appostamento effettuato stamane, una
pattuglia del corpo di Polizia Municipale ha individuato un cittadino che ha
conferito rifiuti al di fuori delle
modalità impartite con le disposizioni del “porta a porta”. L’episodio si è
verificato in uno spazio compreso tra i quartieri di Villa Mosca e Colleatterrato.
Il trasgressore è stato identificato ed è stato emesso a suo carico un verbale,
cui seguirà una sanzione che, in riferimento a quanto stabilito dalla norma,
varia dai 300 ai 3000 euro. Le operazioni di verifica sono condotte, in
sintonia con le indicazioni impartite dall’amministrazione comunale, non solo
per individuare e fronteggiare i responsabili del fenomeno di abbandono scorretto dei rifiuti, ma anche per ragioni
di equità e di rispetto verso la maggioranza dei cittadini che osservano le
norme.
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mercoledì 1 ottobre 2014
mercoledì 17 settembre 2014
Il Vibrata è inquinato, presentato esposto denuncia per inquinamento ambientale
ALBA ADRIATICA | Il vibrata è
inquinato, presentato esposto dal circolo Val Vibrata Msi Destra Sociale. Ieri,
martedì 16 settembre, il gruppo ha presentato ufficialmente un esposto denuncia
per inquinamento ambientale. Secondo il promotore dell’Msi Stefano Flajani,
negli anni non sono mai state accertate le responsabilità per la devastazione ambientale
e gli amministratori non hanno fatto nulla per combattere il fenomeno. «Gli esempi non mancano, i continui sversamenti fognari, le
discariche “scoperte” dalle piene, i continui divieti di balneazione del nostro
bellissimo mare, come le incredibili
discariche che si creano nelle nostre ancor più belle montagne. Vero che la
responsabilità primaria è di coloro che scaricano, abbandonano, non rispettano
l'ambiente. Vero che è necessario un educazione ambientale che deve partire
dalle famiglie. Noi siamo convinti che si può costruire un mondo migliore, ma
non con le parole, bensì con i fatti. Il nostro impegno non finirà alla “questione ambientale”, intanto, però, vogliamo
dimostrare all'intera cittadinanza vibratiana che qualcosa si può fare, e noi
lo stiamo facendo» ha dichiarato in una nota Flajani.
venerdì 16 maggio 2014
Ambientalisti indignati per l'abbattimento di 20 cipressi del cimitero, anche il parroco sconcertato «devo difendere la sacralità del luogo»
NERETO | Ambientalisti indignati
per l’abbattimento di venti cipressi secolari nei pressi del cimitero
cittadino. Sconcertato anche il parroco della città. La Task Force ambientale
guidata da Giuliano Marsili minaccia «ci legheremo ai cipressi». Sembrerebbe
quasi una dichiarazione di guerra alla provincia di Teramo e al Comune quella
fatta dagli ambientalisti che stanno
iniziando una raccolta firme contestualmente alla distribuzione di un volantino.
Anche il parroco della cittadina don Silvio De Gregoris ha redatto un volantino.
Infatti scrive: «sono venuto a conoscenza di un progetto della provincia di
Teramo riguardante la zona cimiteriale di Nereto: si vuole costruire proprio
attorno al camposanto una strada a scorrimento veloce. Sono rimasto
sconcertato. Come prete devo difendere la sacralità del luogo».
Gli ambientalisti della Task Force promettono
una dura battaglia contro la provincia di Teramo per la variante della strada
provinciale 259 che prevede l’abbattimento di 20 cipressi secolari nei pressi
del cimitero cittadino per la realizzazione di una variante della strada che
gli ecologisti definiscono inutile e pericolosa e assolutamente non
migliorativa della viabilità. «Questi personaggi con idee di altri tempi si
sono permessi di rimandare indietro le
giuste osservazioni di
ambientalisti, cittadini e comitati che
chiedevano solo di essere ascoltati calpestando anche l’opposizione del parroco
don Silvio De Gregoriis al quale è stato detto con molta democrazia che l’opera
si fa e basta e di mettersi l’anima in pace» ha commentato in una nota Giuliano
Marsili. Inoltre il presidente della Task Force annuncia che fisseranno un
presidio nel viale vicino al cimitero e se necessario si legheranno anche ai
cipressi. «Riteniamo che quando si calpesta la democrazia e i sentimenti
affettivi dei cittadini occorre reagire
con fermezza» ha concluso Marsili.
mercoledì 29 gennaio 2014
Discarica nell'area antistante palazzo Massei, partono le indagini, chi sa parli
GIULIANOVA
| Rifiuti
abbandonati sull’area antistante palazzo Massei in via del Popolo. «Chi sa
parli» dice il sindaco facente funzioni Gabriele Filipponi. La spazzatura è
stata rimossa, ma Filipponi chiede la collaborazione dei cittadini per
facilitare le indagini in corso. «Qualcuno evidentemente ritiene che il
giardinetto di palazzo Massei sia da trasformare in una sorta di discarica a
cielo aperto. Davvero c'è da rimanere sbalorditi da questi atti di inciviltà, che vanno a
detrimento del decoro della città. Ho
fatto ripulire l'area e dato disposizione alla polizia municipale di
avviare le indagini per identificare i responsabili. È però strano che nessuno
abbia visto nulla, e questo certamente non facilita l'azione di repressione di
queste condotte. C'è necessità della collaborazione dei cittadini ed io spero
che chi ha visto qualcosa parli affinché queste condotte non abbiano più a
verificarsi» ha commentato Filipponi.
martedì 28 gennaio 2014
Task Force Ambientale «la Regione Abruzzo è contro l'ambiente»
ALBA
ADRIATICA
| La Task Force Ambientale critica la Regione Abruzzo «è contro l’ambiente». Il
presidente Giuliano Marsili in una nota stampa afferma che l’ente regionale con
l’amministrazione di Gianni Chiodi ha perso gran parte della sua caratteristica
peculiare, quella della denominazione di Regione verde d’Europa e Regione dei
Parchi. «Secondo quanto analizzato dai nostri esperti le azioni messe in campo
dalla Regione vanno in direzione
contraria alla salvaguardia ambientale e hanno favorito le speculazioni su
certi ambiti. La posizione ambigua sulle concessioni petrolifere dell’Adriatico
e le estrazioni dell’entroterra, compreso il gas del lago di Bomba, sta
snaturando la caratteristica principale di regione biologica, verde, dove si
coltivano e allevano le eccellenze dei prodotti tipici, vini e olio compresi, e
le chiacchiere dell’assessore Mauro Di Dalmazio che, nonostante i progetti
finanziati delle Dmc, non è riuscito a proteggere dalle cave neanche i terreni
vicino casa sua» ha dichiarato Marsili della Task Force.
«L’apertura di Febbo della caccia anche alle
specie protette, osteggiate dal consigliere Walter Caporale con diversi ricorsi
al Tar, vinti, ai quali hanno fatto seguito altrettante determine, non fa fare
bella figura ad una regione che si spaccia come quella dei parchi dove vivono
numerosi animali protetti. La concessione agli speculatori delle multinazionali
di enormi parchi fotovoltaici impattanti , di centrali a biomassa inquinanti,
l’esclusione dal piano energetico dei sistemi mini eolico e mini idroelettrico,
sono la riprova di una Regione che la maggioranza al potere, quella che ha
collezionato più arrestati e indagati, sta
conducendo verso una deriva disastrosa contro l’ambiente e le ricchezze
territoriali abruzzesi. Sull’erosione la
Regione ha macinato fino ad ora 180 milioni di euro con progetti allampanati,
Acquater, Sicora, Ricama e via dicendo, senza risolvere minimamente il
problema, anzi la situazione è notevolmente peggiorata. La riduzione delle aree
protette come il Borsacchio, votate anche dal Partito Democratico, farà
aumentare la cementificazione selvaggia e altre costruzioni, saturando così il
mercato immobiliare e svalutando il prezzo delle case, ma permetterà ai soliti
speculatori di distruggere il territorio, già interessato da un forte dissesto
idrogeologico. Nuove concessioni per le cave, continue autorizzazioni
all’abbattimento di alberi,nessuna bonifica delle falde inquinate, abbandono
delle aste fluviali, raccolta rifiuti ai minimi storici, stanno depauperando e
dequalificando le eccellenze abruzzesi, dai prodotti tipici alle coltivazioni
biologiche. La privatizzazione e
l’esternalizzazione dei servizi idrici sta di fatto trasformando l’acqua da
Pubblica in privata, sotto gli occhi dei cittadini che hanno vinto un
referendum. A questo punto a nulla sono valse le opposizioni delle associazioni
e dei comitati di cittadini, a nulla sono servite le lettere, istanze, diffide
inviate agli organi competenti e le campagne di protesta e di dissenso degli
stessi cittadini e quindi la Task Force Ambientale ricorrerà contro la regione
Abruzzo in sede di tribunale civile per difendere i giusti diritti dei
cittadini, continuamente lesi da questa “banda di depredatori“ che ci auguriamo
venga mandata, sia centro destra che sinistra, a casa nel più breve tempo
possibile» ha concluso il presidente Giuliano Marsili.
domenica 1 dicembre 2013
"Distruggono la casa degli aironi sul Vibrata" la Task Force Ambientale contro la Regione
ALBA
ADRIATICA
| “Stanno distruggendo la casa degli aironi sul fiume Vibrata” è l’affermazione
di Giuliano Marsili presidente della Task Force Ambientale che si rivolge
attraverso una nota stampa al Genio Civile Regionale che si sta occupando di
eseguire opere fluviali. «Cinquanta
esemplari di aironi vagano alla ricerca di un rifugio perché il Genio
Civile sta distruggendo la loro casa nell’eseguire opere fluviali, peraltro
discutibili» ha commentato Marsili.
«L’intervento sul torrente Vibrata all’altezza
dei tre ponti era stato già contestato prima dell’estate perché viene ritenuto
inutile per via delle melme fortemente inquinate riportate alla luce con
l’abbassamento del letto sotto i tre ponti, melme che non sono state asportate
ma che vengono spalmate lungo il torrente e che alla prima piena verranno trasportate in spiaggia
mettendo così a rischio la prossima stagione estiva» ha dichiarato il
presidente della Task Force Ambientale «secondo gli ambientalisti il
commissario delle opere straordinarie, nel facilitare l’accesso delle acque
piovane provenienti dalla nuova condotta di via Veneto, opera peraltro
fortemente contestata dagli ecologisti, trovandosi circa 100 mila euro in
avanzo, ha ritenuto di dover compiere questo intervento».
Secondo Giuliano Marsili sono state distrutte le
case degli aironi bianchi che si erano stabiliti nell’area dell’intervento. «Non
si comprende come gli uffici regionali non tengano conto che quell’area è compresa nell’oasi di protezione
della fauna. Gli interventi della Regione e del Genio Civile producono più
danni che soluzioni» ha concluso il presidente della Task Force Ambientale.
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