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mercoledì 1 ottobre 2014

Beccato il trasgressore del porta a porta, multe salate fino a 3 mila euro

TERAMO | Trovato il trasgressore del “porta a porta”, multa fino a 3 mila euro. I vigili urbani, dopo un appostamento, hanno scovato il cittadino che conferiva rifiuti al di fuori delle modalità impartite. A seguito di un appostamento effettuato stamane, una pattuglia del corpo di Polizia Municipale ha individuato un cittadino che ha conferito rifiuti al di fuori delle modalità impartite con le disposizioni del “porta a porta”. L’episodio si è verificato in uno spazio compreso tra i quartieri di Villa Mosca e Colleatterrato. Il trasgressore è stato identificato ed è stato emesso a suo carico un verbale, cui seguirà una sanzione che, in riferimento a quanto stabilito dalla norma, varia dai 300 ai 3000 euro. Le operazioni di verifica sono condotte, in sintonia con le indicazioni impartite dall’amministrazione comunale, non solo per individuare e fronteggiare i responsabili del fenomeno di abbandono scorretto dei rifiuti, ma anche per ragioni di equità e di rispetto verso la maggioranza dei cittadini che osservano le norme.

mercoledì 17 settembre 2014

Il Vibrata è inquinato, presentato esposto denuncia per inquinamento ambientale

ALBA ADRIATICA | Il vibrata è inquinato, presentato esposto dal circolo Val Vibrata Msi Destra Sociale. Ieri, martedì 16 settembre, il gruppo ha presentato ufficialmente un esposto denuncia per inquinamento ambientale. Secondo il promotore dell’Msi Stefano Flajani, negli anni non sono mai state accertate le responsabilità per la devastazione ambientale e gli amministratori non hanno fatto nulla per combattere il fenomeno. «Gli esempi non mancano, i continui sversamenti fognari, le discariche “scoperte” dalle piene, i continui divieti di balneazione del nostro bellissimo mare, come le incredibili discariche che si creano nelle nostre ancor più belle montagne. Vero che la responsabilità primaria è di coloro che scaricano, abbandonano, non rispettano l'ambiente. Vero che è necessario un educazione ambientale che deve partire dalle famiglie. Noi siamo convinti che si può costruire un mondo migliore, ma non con le parole, bensì con i fatti. Il nostro impegno non finirà alla “questione ambientale”, intanto, però, vogliamo dimostrare all'intera cittadinanza vibratiana che qualcosa si può fare, e noi lo stiamo facendo» ha dichiarato in una nota Flajani.

venerdì 16 maggio 2014

Ambientalisti indignati per l'abbattimento di 20 cipressi del cimitero, anche il parroco sconcertato «devo difendere la sacralità del luogo»

NERETO | Ambientalisti indignati per l’abbattimento di venti cipressi secolari nei pressi del cimitero cittadino. Sconcertato anche il parroco della città. La Task Force ambientale guidata da Giuliano Marsili minaccia «ci legheremo ai cipressi». Sembrerebbe quasi una dichiarazione di guerra alla provincia di Teramo e al Comune quella fatta dagli ambientalisti che stanno iniziando una raccolta firme contestualmente alla distribuzione di un volantino. Anche il parroco della cittadina don Silvio De Gregoris ha redatto un volantino. Infatti scrive: «sono venuto a conoscenza di un progetto della provincia di Teramo riguardante la zona cimiteriale di Nereto: si vuole costruire proprio attorno al camposanto una strada a scorrimento veloce. Sono rimasto sconcertato. Come prete devo difendere la sacralità del luogo».

Gli ambientalisti della Task Force promettono una dura battaglia contro la provincia di Teramo per la variante della strada provinciale 259 che prevede l’abbattimento di 20 cipressi secolari nei pressi del cimitero cittadino per la realizzazione di una variante della strada che gli ecologisti definiscono inutile e pericolosa e assolutamente non migliorativa della viabilità. «Questi personaggi con idee di altri tempi si sono permessi di rimandare indietro le giuste osservazioni  di ambientalisti,   cittadini e comitati che chiedevano solo di essere ascoltati calpestando anche l’opposizione del parroco don Silvio De Gregoriis al quale è stato detto con molta democrazia che l’opera si fa e basta e di mettersi l’anima in pace» ha commentato in una nota Giuliano Marsili. Inoltre il presidente della Task Force annuncia che fisseranno un presidio nel viale vicino al cimitero e se necessario si legheranno anche ai cipressi. «Riteniamo che quando si calpesta la democrazia e i sentimenti affettivi dei  cittadini occorre reagire con fermezza» ha concluso Marsili.  

mercoledì 29 gennaio 2014

Discarica nell'area antistante palazzo Massei, partono le indagini, chi sa parli

GIULIANOVA | Rifiuti abbandonati sull’area antistante palazzo Massei in via del Popolo. «Chi sa parli» dice il sindaco facente funzioni Gabriele Filipponi. La spazzatura è stata rimossa, ma Filipponi chiede la collaborazione dei cittadini per facilitare le indagini in corso. «Qualcuno evidentemente ritiene che il giardinetto di palazzo Massei sia da trasformare in una sorta di discarica a cielo aperto. Davvero c'è da rimanere sbalorditi  da questi atti di inciviltà, che vanno a detrimento del decoro della città. Ho fatto ripulire l'area e dato disposizione alla polizia municipale di avviare le indagini per identificare i responsabili. È però strano che nessuno abbia visto nulla, e questo certamente non facilita l'azione di repressione di queste condotte. C'è necessità della collaborazione dei cittadini ed io spero che chi ha visto qualcosa parli affinché queste condotte non abbiano più a verificarsi» ha commentato Filipponi.

martedì 28 gennaio 2014

Task Force Ambientale «la Regione Abruzzo è contro l'ambiente»

ALBA ADRIATICA | La Task Force Ambientale critica la Regione Abruzzo «è contro l’ambiente». Il presidente Giuliano Marsili in una nota stampa afferma che l’ente regionale con l’amministrazione di Gianni Chiodi ha perso gran parte della sua caratteristica peculiare, quella della denominazione di Regione verde d’Europa e Regione dei Parchi. «Secondo quanto analizzato dai nostri esperti le azioni messe in campo dalla Regione vanno in direzione contraria alla salvaguardia ambientale e hanno favorito le speculazioni su certi ambiti. La posizione ambigua sulle concessioni petrolifere dell’Adriatico e le estrazioni dell’entroterra, compreso il gas del lago di Bomba, sta snaturando la caratteristica principale di regione biologica, verde, dove si coltivano e allevano le eccellenze dei prodotti tipici, vini e olio compresi, e le chiacchiere dell’assessore Mauro Di Dalmazio che, nonostante i progetti finanziati delle Dmc, non è riuscito a proteggere dalle cave neanche i terreni vicino casa sua» ha dichiarato Marsili della Task Force.

«L’apertura di Febbo della caccia anche alle specie protette, osteggiate dal consigliere Walter Caporale con diversi ricorsi al Tar, vinti, ai quali hanno fatto seguito altrettante determine, non fa fare bella figura ad una regione che si spaccia come quella dei parchi dove vivono numerosi animali protetti. La concessione agli speculatori delle multinazionali di enormi parchi fotovoltaici impattanti , di centrali a biomassa inquinanti, l’esclusione dal piano energetico dei sistemi mini eolico e mini idroelettrico, sono la riprova di una Regione che la maggioranza al potere, quella che ha collezionato più arrestati e indagati, sta conducendo verso una deriva disastrosa contro l’ambiente e le ricchezze territoriali abruzzesi. Sull’erosione  la Regione ha macinato fino ad ora 180 milioni di euro con progetti allampanati, Acquater, Sicora, Ricama e via dicendo, senza risolvere minimamente il problema, anzi la situazione è notevolmente peggiorata. La riduzione delle aree protette come il Borsacchio, votate anche dal Partito Democratico, farà aumentare la cementificazione selvaggia e altre costruzioni, saturando così il mercato immobiliare e svalutando il prezzo delle case, ma permetterà ai soliti speculatori di distruggere il territorio, già interessato da un forte dissesto idrogeologico. Nuove concessioni per le cave, continue autorizzazioni all’abbattimento di alberi,nessuna bonifica delle falde inquinate, abbandono delle aste fluviali, raccolta rifiuti ai minimi storici, stanno depauperando e dequalificando le eccellenze abruzzesi, dai prodotti tipici alle coltivazioni biologiche. La privatizzazione  e l’esternalizzazione dei servizi idrici sta di fatto trasformando l’acqua da Pubblica in privata, sotto gli occhi dei cittadini che hanno vinto un referendum. A questo punto a nulla sono valse le opposizioni delle associazioni e dei comitati di cittadini, a nulla sono servite le lettere, istanze, diffide inviate agli organi competenti e le campagne di protesta e di dissenso degli stessi cittadini e quindi la Task Force Ambientale ricorrerà contro la regione Abruzzo in sede di tribunale civile per difendere i giusti diritti dei cittadini, continuamente lesi da questa “banda di depredatori“ che ci auguriamo venga mandata, sia centro destra che sinistra, a casa nel più breve tempo possibile» ha concluso il presidente Giuliano Marsili.

domenica 1 dicembre 2013

"Distruggono la casa degli aironi sul Vibrata" la Task Force Ambientale contro la Regione

ALBA ADRIATICA | “Stanno distruggendo la casa degli aironi sul fiume Vibrata” è l’affermazione di Giuliano Marsili presidente della Task Force Ambientale che si rivolge attraverso una nota stampa al Genio Civile Regionale che si sta occupando di eseguire opere fluviali. «Cinquanta esemplari di aironi vagano alla ricerca di un rifugio perché il Genio Civile sta distruggendo la loro casa nell’eseguire opere fluviali, peraltro discutibili» ha commentato Marsili.

«L’intervento sul torrente Vibrata all’altezza dei tre ponti era stato già contestato prima dell’estate perché viene ritenuto inutile per via delle melme fortemente inquinate riportate alla luce con l’abbassamento del letto sotto i tre ponti, melme che non sono state asportate ma che vengono spalmate lungo il torrente e che alla prima piena verranno trasportate in spiaggia mettendo così a rischio la prossima stagione estiva» ha dichiarato il presidente della Task Force Ambientale «secondo gli ambientalisti il commissario delle opere straordinarie, nel facilitare l’accesso delle acque piovane provenienti dalla nuova condotta di via Veneto, opera peraltro fortemente contestata dagli ecologisti, trovandosi circa 100 mila euro in avanzo, ha ritenuto di dover compiere questo intervento».

Secondo Giuliano Marsili sono state distrutte le case degli aironi bianchi che si erano stabiliti nell’area dell’intervento. «Non si comprende come gli uffici regionali non tengano conto che quell’area è compresa nell’oasi di protezione della fauna. Gli interventi della Regione e del Genio Civile producono più danni che soluzioni» ha concluso il presidente della Task Force Ambientale.